
Nel novembre 1998 Riccardo si trovava in India; con lui due fotografi, Ken Damy e Lorenzo Merlo, compagni di viaggio di un avventuroso reportage fotografico, un “diario di immagini” di 17 giorni attraverso caotiche megalopoli e città sacre, dal Centro al Nord del subcontinente indiano per 5000 Km: da Bombay a Calcutta, Varanasi, Jaipur, Pushkar e Delhi, la Capitale. Da quella fruttuosa esperienza nasce il progetto di una mostra fotografica con un commento che non fosse solo una semplice didascalia, ma un vero dialogo fra due forme espressive sostanzialmente diverse ma profondamente connaturate: Fotografia e Poesia…
Dal progetto si dispiega INDIALOGO un lavoro sviluppato “a quattro mani”: 30 fotografie in bianco e nero, formato 30 x 40 e una poesia che diventano una cosa sola, in dialogo appunto.
Bianche e nere le immagini, nere le parole su pagine bianche, un infinito discorso emozionale ed artistico tra il modo di “vedere” il pensiero e “leggere” le immagini.
Curiosamente, ma non casualmente, il titolo “INDIALOGO” esprime perfettamente il concetto: può essere letto in due modi diversi… In dialogo… India Logo… Isabella Trainini – Riccardo Cirillo
…Un nudo gesto sonoro
modula il tempo che scorre…


Sulla strada intessuta
di polvere e moltitudine
la vita brulica e sedimenta
il senso comune del poco,
del tutto.
Con occhi ardenti
dignitoso sacrificio


l’uomo diventa risciò.

Quello sguardo rumoroso
di mille parole imploso ti chiama,
ti porterà dove vuoi…

Ti porterà fra la gente
e il suo costante respiro


fra muri di calce
e frammenti d’oblio

fra nudi gesti sonori
che altro non hanno
che quello che sono.

Fra luci,
ombre,
sapori che volano
ed entrano
dentro di te


Con la forza e la gioia
del sorriso
di un bimbo.

In Dialogo…

“Non sono che una goccia
fra mille gocce,
funambolo scalzo,
fra fede e acqua.

Sono la vita
che scorre
e non mi posso
fermare…


Il mio viaggio cominciò
nell’infinito voler rinunciare
alla morte che cammina
Per la vita che riposa in silenzio
sul bordo del fiume.

Perché quando una corda
è troppo tesa si spezza
e quando è troppo lenta non suona…
Non ho fine in questo eterno continuo,

in questo precario
tassello d’immenso
dove la morte
non è che una fermata nell’immenso viaggio
della vita.

Io che non sono
che il pullulare di una razza,
gente fatta di gente.

Non sono che un granello
di terra cruda
fra le tende di un bivacco,

orma sbiadita sulla sabbia
docile a un soffio di brezza


Nella mia vita
viaggia la vita stessa
senza domandarmi come
senza pretendere perchè.”

Girotondo d’anime,
vita, gioventù e natura,
ingenua angoscia e riso


brillano racchiusi
come in uno scrigno
negli occhi di una donna
che rende alla luce del mondo
la sua bellezza.

In Dialogo la vita
germoglia continua
nel senso comune del poco,
del tutto, dell’India.

Il materiale letterario e fotografico è edito e coperto da copyright
